La respirazione olotropica di Stanislav Grof

La respirazione olotropica

Bentornati su LivingDeepLife, oggi parleremo della respirazione olotropica.

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La sua origine risponde al nome dello psichiatra Stanislav Grof. La Respirazione Olotropica è una tecnica di auto-esplorazione profonda ed è una branchia della Psicologia Transpersonale. La Psicologia Transpersonale si occupa dello studio del più alto potenziale umano. Riconosce la comprensione degli stati di coscienza spirituali e trascendentali. E’ nata negli anni ’60 come evoluzione della Psicologia Umanistica. Tra i suoi fondatori vi sono Stanislav Grof, Abraham Maslow e Gregory Bateson. È una combinazione di metodi e i principi della moderna psicologia con l’aggiunta delle intuizioni delle tradizioni contemplative dell’umanità. Mescola anche le discipline della coscienza orientali ed occidentali. Il termine Olotropico deriva dal greco “holos” (totalità) e “trepein” (andare verso). Significa letteralmente quindi dirigersi verso la totalità. Gli scopi della respirazione olotropica sono arrivare ad un maggior benessere. Lo fa sviluppando maggiore autocomprensione  e ampliando il senso di identità e di autostima. Rende più facile l’accesso alle radici dei problemi emotivi e psicosomatici.

Un metodo olistico

Questo metodo fonde assieme le tradizioni sciamaniche e le più innovative scoperte scientifiche della coscienza. Combina la respirazione accelerata con musiche evocative. Si basa su un lavoro corporeo personalizzato, l’espressione creativa e la condivisione di gruppo.

La Respirazione Olotropica aumenta considerevolmente il livello di energia fisica e psichica. Attiva l’inconscio e le memorie corporee permettendo di avere accesso a tutti i livelli della propria psiche. Questi livelli comprendono la storia della propria vita, la propria storia di nascita e facilita il contatto e l’esperienza della dimensione Archetipica, Sciamanica e Spirituale.

l'esperienza della Respirazione Olotropica - claudia panico

Questo metodo è stato creato dallo psichiatra Stanislav Grof e da sua moglie Christina Grof. Dal 1976 è stata sperimentata da migliaia di persone in tutto il mondo, con ottimi risultati terapeutici.

La teoria degli stati olotropici viene costruita sulla grande capacità trasformativa e di guarigione degli stati di coscienza espansi o non ordinari. Possiamo entrare in questi stati spontaneamente, o tramite pratiche psicologiche, rituali, esperienze mistiche e con la meditazione profonda.

La respirazione olotropica permette di sviluppare maggiore consapevolezza di sé e un nuovo rapporto con i propri stati emotivi.

Lautoesplorazione 

Svariate ricerche hanno rivelato che i sintomi psichici hanno una struttura composta da vari livelli. Di solito comprendono importanti elementi provenienti dalle dimensioni perinatali e transpersonali della psiche. Questa scoperta chiarisce il motivo per cui molti approcci terapeutici, che fanno capo solo alla sfera biografica, danno spesso risultati deludenti. L’approccio olotropico essendo un approccio olistico parte dal concetto fondamentale che i sintomi dei disturbi sono un tentativo dell’organismo di liberare sè stesso dai traumi, di guarirsi e di semplificare la propria funzionalità. I sintomi sono quindi visti come una grande opportunità. Il processo terapeutico di conseguenza, deve sostenere quello che l’organismo già sta facendo. Il terapeuta non deve far altro che assecondare e sostenere il processo dell’organismo. Con il termine terapeuta definiamo una persona che assiste durante il processo di guarigione (dal greco therapeutes). Nella Respirazione Olotropica utilizziamo esclusivamente tecniche di origine non farmacologiche. Ad esempio il respiro, la musica, lo scioglimento dei blocchi energetici nel corpo.

Il potere curativo del respiro

“Ogni volta che la mente si disperde, usa il respiro come mezzo per riprenderne possesso”  Thich Nhat Hanh.

Il respiro è il ponte cruciale tra corpo, mente e spirito. Connette la vita con la coscienza ed unisce il corpo con i pensieri. Fin da quando eravamo bambini abbiamo capito che trattenendo il respiro potevamo smettere di piangere. Crescendo siamo stati in grado di sviluppare un controllo automatico dei nostri stati emozionali attraverso la limitazione dell’ampiezza del nostro respiro. Troverai maggiori informazioni nel nostro articolo dedicato al respiro ed i suoi benefici. Ampliando l’ampiezza del respiro, o cambiandone il ritmo possiamo facilitare l’emergere nella coscienza di ricordi, emozioni, e pensieri con l’obiettivo di rielaborarli ed reintegrarli. Tutte le culture, o quasi, hanno scoperto il fondamentale collegamento tra il respiro e la coscienza. Ad esempio nell’antica Grecia, la parola pneuma si riferiva sia all’aria che respiriamo, che allo spirito o essenza vitale. In latino la parola, spiritus, identifica sia il respiro che lo spirito. Un altro esempio sono le tecniche di meditazione nello yoga includono precisi esercizi respiratori. Questa correlazione la si ritrova tra le culture di tutto il mondo. In alcuni metodi il respiro viene influenzato attraverso il canto, che permette di combinare il respiro, la vibrazione della voce e il significato delle parole. Nel lavoro olotropico non si utilizza una tecnica particolare per alterare il respiro. Si respira invece semplicemente più profondamente e più velocemente del solito. Una volta entrati nel processo, ognuno trova il proprio ritmo e il proprio modo di respirare.

Respiro – POESIE DELL'ANIMA

Liberare le tensioni del corpo 

Le tensioni possono essere liberate attraverso due tecniche: 

-La prima avviene semplicemente continuando a respirare, nonostante i vari sintomi che possiamo provare.

Durante questa sessione il corpo e la psiche trovano naturalmente il modo per sciogliere la tensione. Verso la fine della sessione le persone entrano in uno stato di rilassamento veramente profondo. Il quale aiuta ad alleviare le tensioni.

-La seconda è di tipo catartico (termine usato in psicologia che indica la liberazione delle angosce). La liberazione delle tensioni in questa tecnica avviene anche attraverso il movimento del corpo. Esso è spinto a muoversi rapidamente e talvolta accusa tremori spontanei.

La cosa importante è non pensare a quello che avverrà, ma lasciarsi sorprendere da ciò che avviene.

E’ molto importante lasciar perdere ogni aspettativa riguardo a come questa esperienza possa andare poiché questa è solo la mente. E’ molto più importante invece usare il respiro come un catalizzatore. La tensione crescerà, e il corpo troverà il modo per esprimerla, potrebbe farlo attraverso suoni, lacrime e movimenti.

Se rimangono tensioni alla fine della pratica viene proposta una forma particolare di lavoro corporeo. La quale aiuta lo scioglimento di eventuali emozioni non risolte ed a sciogliere le ultime tensioni rimaste.

L’importanza del contatto fisico

Durante lo svolgimento di questa tecnica è molto importante fornire il tipo di attenzione e di presenza che dovrebbero esseri offerti a un neonato. Attraverso gesti, la voce e il contatto fisico caldo e accogliente.

Si tratta di un momento molto particolare. La persona è in uno stato olotropico di coscienza dove le vecchie ferite emotive possono essere efficacemente risanate da un’esperienza positiva che agisce direttamente sul bambino presente in noi.

In questo modo riusciamo a comunicare che c’è una presenza umana che se ne interessa.

Questo può essere sia un semplice tenere la mano che un lungo abbraccio.

Consiglio caldamente a chi fosse interessato di acquistare il libro scritto dal pugno del signor Grof.

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1 commento su “La respirazione olotropica di Stanislav Grof”

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