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Meditazione buddista

Bentornati su LivingDeepLife, oggi parleremo di meditazione buddista.

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È noto che gran parte delle tecniche di meditazione che conosciamo oggi affondano le loro radici proprio in questa filosofia. Ma sapevi che esistono varie forme di buddhismo? Ognuna di esse ha le proprie correnti di pensiero e stili di meditazione. Tutte le forme di buddhismo sono nate dalle intuizioni del Buddha sulla natura dell’esistenza, le cause della sofferenza, le ragioni della felicità e dalle indicazioni per vivere una vita sana e costruttiva.

La base della filosofia buddista sono per l’appunto gli insegnamenti del Buddha. Sono riassumibili in tre categorie, le tre verità universali dette anche i tre gioielli, le quattro nobili verità e l’ottuplice sentiero.

I tre gioielli

Le tre verità universali sono la trinità composta da Buddha che rappresenta la spiritualità che è presente in tutte le persone, poiché secondo il Buddhismo chiunque può aspirare a diventare un Buddha. Questa è la prima cosa di cui essere consapevoli quando si intraprende questo sentiero. La seconda verità è Dharma che racchiude tutti gli insegnamenti del Buddha, ovvero la persona illuminata. L’ultima verità è Sangha la comunità di cui si entra a far parte. Può essere rappresentata sia da tutti coloro che sono diventati Buddha nei secoli scorsi, sia da coloro che praticano Buddhismo e cercano l’illuminazione.

Le quattro nobili verità 

Le quattro nobili verità che stanno alla base della meditazione buddista racchiudono l’insegnamento sulla sofferenza dell’essere umano e il modo per porne fine. Il Buddha, meditando sulla vita era giunto alla conclusione che la sofferenza è parte imprescindibile della vita stessa, e non si poteva nascere e vivere senza soffrire.

1. La Verità della Sofferenza

Come detto la sofferenza è una costante nella vita di ogni essere vivente. Può essere una sofferenza causata da una perdita, da un desiderio inappagabile, dalla paura di invecchiare o dall’essere vicino a ciò che non riusciamo ad accettare.

2. La Verità dell’origine della Sofferenza

La seconda nobile verità è volta a capire il perché della sofferenza costante. Essa è la Verità dell’origine della Sofferenza. Attribuiamo troppo spesso la colpa della nostra sofferenza agli altri, colpa di Dio, dell’Universo, di quel/la ragazzo/a, della società, è la sfortuna… La nobile verità sta nell’accettare che siamo noi l’origine della nostra sofferenza.

3. La Verità della cessazione del dolore 

La sofferenza e le sue evoluzioni sono legate indissolubilmente ad ogni forma di vita. Si può porre fine a tutta la sofferenza essendo essa generata dai desideri. Tutto quello che bisogna fare è rinunciare a questi ultimi.

Non è facile soprattutto perché la società attuale è basata sul desiderio e sulla sua soddisfazione. Tuttavia si può porre fine a tutta questa sofferenza rinunciando a qualcosa di cui possiamo fare a meno in favore di una serenità che altrimenti non avremmo mai provato. È grazie alla liberazione dal desiderio che si può porre fine alla sofferenza a cui gli esseri viventi sono legati. Questa è da considerare come la colonna portante della filosofia buddista.

4. La Verità della Via che Porta alla Cessazione della Sofferenza

Essere coscienti della terza verità ci rende pronti per la parte finale. La Verità della Via che Porta alla Cessazione della Sofferenza. La via della moderazione detta anche la via del mezzo. È l’unico modo per raggiungere il Nirvana e l’Illuminazione, eliminando dalla vita tutto ciò che è attaccamento, negatività e tossicità. Essa si rispecchia nell’ultimo dei più importanti insegnamenti di Buddha. il Nobile Ottuplice Sentiero.

 

L‘ottuplice sentiero 

Teachings Of The Buddha: The Noble Eightfold Path | Balanced Achievement

Questo insegnamento rappresenta l’ultima delle quattro nobili verità. Secondo il nobile ottuplice sentiero esistono otto vie da seguire. Queste sono volte allideale di una vita retta e mirate a cancellare la sofferenza, non solo ad identificare un corretto comportamento buddista. Questi sentieri non vanno necessariamente seguiti secondo un ordine, ma però coltivati continuamente in modo da poter raggiungere allo stato finale di liberazione ed illuminazione totale.

Gli otto sentieri sono retta visione, retta intenzione retta parola, retta azione, retta sussistenza, retto sforzo, retta presenza mentale e retta concentrazione.

Retta comprensione

La retta visione è una dote che ci deve accompagnare per tutto il nostro cammino buddista. La comprensione di ciò che vediamo è fondamentale per non fraintendere quello che ci si presenta davanti ogni giorno. Al Buddha venne chiesto in cosa consistesse questo sentiero. Egli rispose che era la corretta comprensione della sofferenza, della sua origine, della sua cessazione e della via per la sua cessazione.

Retta intenzione

Per i buddhisti è l’intenzione più che l’azione ad avere un peso specifico poiché non si può parlare buona azione se viene fatta senza questo intento. La retta intenzione è una conseguenza della retta visione perché se non siamo capaci di comprendere appieno ciò che vediamo, non possiamo pensare bene.

Retta parola

Nella società attuale conosciamo il peso specifico delle parole è quindi di estrema importantanza imparare a pesare le parole e soprattutto i momenti in cui è meglio dirle. Tutte le parole dette portano a delle conseguenze buone o cattive.

Retta azione

Tutte le azioni volte a staccarsi dal desiderio sono rette azioni purché esse non feriscano qualcuno. Importante anche ricordarsi di non tenere condotte sessuali improprie e di rispettare sempre i ruoli e le necessità altrui.

Retta sussistenza

La retta sussistenza rappresenta l’insieme di azioni e di intenzioni che permettono di vivere in armonia col resto del mondo. Il nostro modo di vivere ci permette di avere tutto ciò di cui abbiamo davvero bisogno senza la necessità ferire altre creature.

Retto sforzo

È chiaro che questi comportamenti richiedono uno sforzo che è costante, disciplinato e soprattutto deve essere spontaneo. Questo sforzo non deve per forza essere inteso nel senso letterale del termine ma nel riuscire a rendere la propria volontà fluida e costante in modo che ci permetta di vivere secondo queste credenze.

Retta presenza

Una retta presenza si ha quando l’attenzione è sollecitata sulle scelte immediate, senza nessun tipo di giudizio, fluida e spontanea. Il passato non viene dimenticato ma non gli si concede nemmeno di influenzare le nostre scelte che compiamo nel momento presente.

Retta concentrazione

Questo stato viene utilizzato nella meditazione ed è essenziale per riuscire a eseguire correttamente la pratica. La retta concentrazione ci permette di focalizzare tutta la nostra energia mentale in una sola direzione senza dubbi o confusione. Quando siamo in questo in questo stato la nostra attenzione è focalizzata unicamente su una cosa in particolare ed essendo in uno stato di calma assoluta ci permetterà di capire l’essenza di ciò su cui ci stiamo concentrando. 

Varie tipologie di meditazione buddista

Le tre pratiche principali di meditazione buddista sono Samatha, Vipassana e Metta. Il buddista praticano la meditazione come percorso per arrivare alla liberazione, al risveglio e al Nirvana. Con Nirvana si intende uno stato di natura trascendentale in cui si verifica lassenza di sofferenza, desiderio e anche del senso di sé. Nel linguaggio buddista la meditazione è indicata come bhāvanā, che significa sviluppo mentale, o dhyāna, che significa calma mentale.

 

Meditazione Samatha

Peron Praying at Buddha For Good luck

Il significato di Samatha è tranquillità ed è una pratica buddista che si concentra sullo sviluppare la chiarezza ed equanimità (serenità ed imparzialità).

Con la guida e l’impegno adeguati, la coltivazione di queste qualità può portare a una profonda pace interiore. Può anche portare a intuizioni profonde ed al risveglio spirituale se combinata con Vipassana (consapevolezza), di cui parleremo in seguito. La pratica base della meditazione Samatha non richiede alcun tipo di guida che sia essa una persona, una musica ecc. Si parte seduti trovando una posizione di meditazione confortevole dove non facciano male alla schiena e alle ginocchia. Prima di inziare consigliamo caldamente il nostro articolo riguardo agli errori da non commettere quandi si medita.

Tenendo la schiena dritta si cerca di trovare il giusto compromesso tra non essere troppo rigido né troppo rilassato. Il respirare in questa tipo di meditazione buddista non è alterato in nessun modo ma si respira in modo normale prestando però attenzione ad ogni singolo respiro. La consapevolezza è focalizzata sul respirare, senza renderlo un esercizio di sola concentrazione. Bisogna provare a mantenere un atteggiamento come a voler scoprire meglio il modo in cui il tuo respiro funziona. I pensieri in questa meditazione vanno osservati e lasciati andare. Veniamo aiutati in questo dal fatto che la nostra concentrazione è sul respiro. Lascia che il pensiero sorga, prendine consapevolezza e poi lascialo andare.

Meditazione Vipassana

La meditazione Vipassana è una delle più antiche pratiche di meditazione buddista e può essere interpretata con il termine intuizione. Questa intenzione è da intendere come una consapevolezza profonda di quello che sta accadendo, esattamente come accade. Nella meditazione Vipassana l’individuo indirizza la propria concentrazione per ottenere la vera comprensione della natura della PROPRIA realtà. L’obiettivo ultimo è raggiungere la liberazione abbattendo i muri che ci impediscono di comprendere la nostra vera realtà. Come tecnica meditativa è molto graduale e il cammino verso la liberazione può richiedere fino a degli anni. La pratica si svolge principalmente seguendo queste tre fasi sila, anapanasati e vitarka. 

Sila (moralità) relativa alla rinuncia a pensieri e desideri mondani.

Anapanasati (consapevolezza del respiro) in cui l’individuo porta la propria consapevolezza al proprio respiro senza controllo o giudizio.

Vitarka (è una freccia che centra il bersaglio stabilito). In questa fase l’individuo nomina semplicemente il processo di respirazione a livello fisico e mentale cercando di non approfondire il pensiero.

Si inizia con un’inspirazione, si prosegue rimuovendo qualsiasi altra consapevolezza degli eventi esterni intorno a noi. È molto importante quindi cercare un ambiente che favorisca questo processo. Dopo la prima inspirazione si passa all’espirazione successiva e così via.

La finalità è creare un iperconsapevolezza di tutto ciò che sta accadendo nella realtà immediata, esattamente nel modo in cui sta accadendo.

Metta o gentilezza amorevole

Questa meditazione comincia con il focalizzare lattenzione attorno al chakra del cuore. Bisogna inspirare ed espirare profondamente come se stessi incanalando l’aria all‘interno del cuore. Tutta la tua consapevolezza deve essere concentrata attorno al cuore. Continua ad inspirare ed espirare profondamente finché non inizi a sentire un calore propagarsi dal centro del petto. Indirizza questo calore verso tutto il tuo corpo e la tua mente. Devono riuscire ad essere percepiti tutti i blocchi emotivi che non ti permettono di lasciarti andare all’amore. Ora cerca di liberare la mente da questi blocchi usando l’energia che stai incanalando nel tuo cuore. Visualizza di sprigionare un amore senza limiti che brilli di luce propria. Questa meditazione utilizza il potere dei mantra. Ecco degli esempi di mantra per questa specifica meditazione:

Possa io essere libero da tutti i pericoli interni ed esterni.

Possa essere al sicuro e protetto.

Possa io essere libero dalle catene mentali.

Possa io essere felice.

Possa io vivere in questo mondo felicemente, in pace, con gioia, con facilità.

Dopo aver ripetuto il mantra per un numero sufficiente di volte da sentirti pieno d’amore verso te stesso, inizia a visualizzare nella tua testa la figura di una persona che ti ispira una sensazione di totale benevolenza. Dopo aver trovato questa persona ripeti la frase che hai scelto per questa persona esempio:“Possa lui/lei essere libero/a…”.

Dopo aver fatto ciò dovrai iniziare a pensare ad una persona che ti è assolutamente neutrale verso la quale non provi nessun sentimento positivi o negativi. Quando ripeti la frase, anche se sarà più difficile rispetto alle persone a cui hai pensato in precedenza, augura a questa persona benessere e protezione. L’ultimo passo consiste nel pensare a qualcuno per cui provi sentimenti di ostilità. Concentrandosi al massimo sul calore emanato dal tuo cuore ripeti le frasi per questa persona. Se incontri difficoltà nel farlo, puoi anteporre la frase: “Al meglio delle mie possibilità, desidero che lui/lei possa…”.
Essendo questa la parte più difficile di tutta la procedura è normale non riuscirci ogni volta che vogliamo provarci, se proprio non riusciamo a farcela ripartiamo da capo con l’esercizio. Dopo l’ultima, persona, espandi la tua gentilezza amorevole a tutti gli esseri viventi. 

Con questo si conclude il nostro articolo, vi ringraziamo per la lettura e come al solito consiugliamo un articolo che vi aiuterà ad espandere la vostra consapevolezza. Come nella maggior parte dei casi consigliamo un libro perchè crediamo davvero che la via per evolversi passi in parte sostanziale dalla lettura di testi. Solo cosÌ potrete crearvi la Vostra risposta personale. Linkiamo un libro che parla della editazione buddista ed è rivolto sopratutto ad i principianti. Anche chi ha più esperienza può comunque trarne grandi benefici.

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2 commenti su “Meditazione buddista”

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