fbpx

Meditazione zen

Bentornati su LivingDeepLife, oggi parleremo di meditazione zen.

Se desideri rimanere aggiornato sulle nostre novità seguici su InstagramFacebookTwitterTumblrPinterest.

Puoi anche ricevere le notifiche dei nostri articoli sul nostro fantastico gruppo Telegram.

Le origini della meditazione zen risalgono alle esperienze del Buddha Shakyamuni che raggiunse l’Illuminazione intorno al VI secolo a. C. in India. Il termine stesso deriva da zazen, che indica proprio la postura del Buddha.

La meditazione zen vera e propria però nasce in Giappone nel XIII secolo grazie al maestro Dogen.

Per il maestro Dogen la meditazione zen è il solo strumento che ha l’uomo per trovare la vera natura descritta dallo stesso Buddha.

Dogen fù il primo autore di un manuale sulla meditazione zen secondo lui il pensiero originale del Buddha si poteva raggiungere solo con un ritorno alle origini. Secondo il maestro si può raggiungere questo stadio abbandonando il pensiero razionale, le preoccupazioni della vita quotidiana e concentrandosi sul respiro, ritrovando così un corretto equilibrio tra corpo e mente. Con questo tipo di pratica si potrà lasciare andare il mondo esterno e concentrarsi sul proprio mondo interiore, trovando calma e pace e comunicando in armonia con il prossimo. La meditazione zen è infatti anche educazione silenziosa.

Lo Zen influisce in maniera significativa sulla cultura giapponese, lo si ritrova infatti nella cultura samurai, nel codice comportamentale da tenere nella società, nei riti, nelle usanze e persino nelle costruzioni.

Questa disciplina si basa sull’abbandono dei pensieri e il sedersi in pace con sé stessi, per entrare in contatto con il nostro vero essere. L’obiettivo è conoscersi di nuovo. Conoscersi di nuovo è fondamentale poiché gli schemi sociali ci portano a tenere un comportamento in contrasto con il nostro vero io. Questo è fonte di stress ed insicurezza.

Pratica 

Se non puoi frequentare un corso con un maestro, non preoccuparti puoi fare anche da solo. Per prima cosa devi scegliere un punto della casa silenzioso e senza distrazioni. Puoi aiutarti a creare la giusta atmosfera con utensili come candele, musiche ed incensi. Ti consigliamo di leggere l’articolo riguardo gli errori più comuni della meditazione per prepararti al meglio. Ora devi sederti sul pavimento utilizzando un cuscino o un mat per yoga. La posizione è quella del loto. Schiena eretta e gambe incrociate con i talloni sulle caviglie. Dopodichè chiudi gli occhi e concentrati sul respiro, deve essere lento e profondo.

Si passa così alla tecnica “susoku kan“, o contemplazione dei respiri. In questa tecnica si conta ogni inspirazione ed espirazione fino a dieci. Lo step successivo è “zuisokukan” cioè si osserva il proprio respiro per poi passare alla “anjodaza” che consiste nello giungere al vuoto mentale tipico della meditazione zen mentre si sta seduti.

Uno strumento principale della meditazione zen sono i Koan. Sono delle proposizioni che non si possono risolvere logicamente e hanno lo scopo di far capire che la ragione non è in grado di risolvere il problema della conoscenza di sè. Il ragionamento è usato per rendere evidenti i limiti del Koan attraverso la meditazione zen, una lunga riflessione sul Koan porta al vuoto mentale che poi conduce allo stato dell’Illuminazione.

Non ti serve molto tempo per praticare, anche pochi minuti al giorno sono sufficienti per aiutarti a cambiare stile di vita. Gli esperti confermano che bastano otto settimane per ottenere dei risultati concreti.

Benefici della meditazione zen

Con una corretta respirazione e la dovuta concentrazione sul tuo io più profondo, potrai arrivare ad una maggiore consapevolezza di te stesso, che ti farà cancellare ansia, stress e pensieri negativi. Gli studiosi confermano che la meditazione ha effetti benefici sul nostro corpo, soprattutto sul cervello, poiché viene stimolata la produzione neuronale.

La meditazione favorisce un’attenzione vigile ma rilassata, una concentrazione tranquilla dove domina l’introspezione,  di se stessi e del mondo che ci circonda e delle relazioni interpersonali. Tuttavia, per valutare se questo stato può realmente incidere sul cervello, i ricercatori dell’Università di Emory ad Atlanta, hanno condotto un esperimento. Hanno confrontato 12 volontari che praticavano meditazione Zen da almeno tre anni con 12 che non avevano mai meditato. A queste persone venne chiesto di concentrarsi sul respiro mentre i loro cervelli venivano scannerizzati. Ad intervalli di tempo venivano stimolati ad osservare uno schermo e distinguere una parola con un significato tra molte senza senso. In seguito si chiedeva loro di concentrarsi nuovamente sulla respirazione. La scansione cerebrale ha mostrato che le persone che praticavano meditazione vedevano attivarsi alcune zone del cervello conosciute come la mente errante ed i pensieri spontanei. Quando queste persone venivano interrotte (per la scelta della parola) i loro cervelli tornavano immediatamente ad attivare la zona
prima menzionata. I ricercatori conclusero che la meditazione Zen può davvero provocare cambiamenti nelle funzioni cerebrali, promuovendo la capacità di limitare il numero dei pensieri ricorrenti che possono distrarre.

Il punto davvero interessante secondo Pagnoni, il ricercatore capo, è che anche se i circuiti neuronali delle funzioni cognitive superiori e quelli del controllo del corpo sono diversi influiscono gli uni sugli altri. Si è dimostrato che regolando il corpo possiamo regolare la mente.

Consigliamo caldamente la lettura di questo libro per chi volesse saperne di più  sull’argomento. 

CLICCA QUI

2 commenti su “Meditazione zen”

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: